sabato 9 luglio 2016

"Il capitale sociale"


Leggiamo in un articolo dal titolo “Mafia e appalti: finita la festa, il “modello Expo” mostra tutte le sue crepe” riportato in rete su www.linkiesta.it/it/article/2016/07/07/mafia-e-appalti-finita-la-festa-il-modello-expo-mostra-tutte-le-sue-cr/31101/  :
“L’operazione “Giotto” che ieri ha portato all’arresto di undici persone (4 in carcere e 7 ai domiciliari) con l’accusa di associazione a delinquere per favorire Cosa Nostra, riciclaggio e altri reati tributari, rimette al centro dell’attenzione il sistema dei controlli e la preparazione di Expo 2015. Per quanto gli stessi pm di Milano abbiano sottolineato a più riprese che «non sono individuate responsabilità penali in capo e Ente Fiera o a Expo», è innegabile che nell’ingranaggio qualcosa non abbia funzionato. Tanto che la commissariata Nolostand è una controllata di Fiera Milano, che tramite la Fondazione (che controlla Fiera Milano) partecipa al capitale di Expo Spa detenendo il 27,66% del capitale........La partecipata Nolostand è stata commissariata e questo per Fiera Milano è un bel grattacapo, anche perché gli arrestati in tre anni hanno ottenuto attraverso la società appalti per venti milioni di euro. Non sono noccioline. Dall’ente, ha detto il pm Paolo Storari «codici etici, protocolli di legalità e modelli organizzativi sono stati vissuti come qualcosa di cosmetico, come carta messa lì tanto per metterla». Peraltro, dal decreto di commissariamento emergono particolari e personaggi che le inchieste della direzione distrettuale antimafia di Milano conoscono fin troppo bene. Ma andiamo con ordine.
La prima anomalia è che Giuseppe Nastasi non dovrebbe trovarsi lì: la società è amministrata non da lui ma da Calogero Nastasi, il padre. Per il codice etico di Fiera Milano i contatti con i collaboratori esterni intervengano «direttamente con la persona fisica o giuridica che presta il servizio e con nessuna altra parte ». Giuseppe Nastasi e Liborio Pace non rivestono però alcun incarico ufficiale all'interno del consorzio. Dunque già in quel frangente la macchina avrebbe dovuto vedere semaforo rosso. Invece, scrivono gli inquirenti, dal 2013 all’ottobre 2015 su un totale di fatture emesse nei per 20.295.587 euro, i pagamenti effettuati da Nolostand (a Dominus) risultano essere 18.061.928 euro.
Nel documento si legge come due dei principali indagati, Giuseppe Nastasi e Liborio Pace, a marzo 2015 siano parecchio preoccupati sul cambio di vertice previsto in Fiera Milano, con cui avevano in ballo il rinnovo dei contratti. In quel periodo infatti nella carica di amministratore delegato si avvicendano Enrico Pazzali con il nuovo ad Corrado Arturo Peraboni, il quale viene prontamente contattato dai due. Per essere ricevuti interrompono addirittura le vacanze e si recano a Milano per discutere del prolungamento del contratto di collaborazione del Consorzio Dominus all’interno del polo fieristico. Peraboni al Corriere della Sera spiega «li ho incontrati una sola volta e solo perché il commercialista Pietro Pilello, ex consigliere di Fondazione, mi aveva chiesto di bere un caffè. A mia insaputa ha portato anche questi due signori che non avevo mai visto e non ho incrociato mai più. Escludo - conclude Peraboni - di aver parlato di rinnovo di contratti, non mi interesso dei fornitori delle controllate»
E qui fa capolino, come intermediario, Pietro Pilello (non indagato, ndr), un commercialista che le carte della direzione distrettuale antimafia di Milano conoscono fin troppo bene. Calabrese con un passato di incarichi in società pubbliche, da Metropolitana Milanese a Finlombarda, passando per la presidenza del Collegio dei revisori dei conti della Provincia di Milano, Pilello è uomo dalle mille relazioni. Con il bagaglio di incarichi e conoscenze è entrato tra le carte dell’operazione Infinito nel 2010 con cui, si desume dalle intercettazioni, è in contatto con quelli che allora erano gli indagati e poi condannati. In particolare con Pino Neri, organizzatore del famoso summit nel centro Falcone e Borsellino di Paderno Dugnano in cui riunì i rappresentanti della ‘ndrangheta lombarda, e con Cosimo Barranca, cui chiederà anche una presenza in occasione di una cena elettorale.
Insomma Pilello da da non indagato farebbe comunque parte di quello che magistrati e sociologi chiamano “capitale sociale” dell’organizzazione criminale. Anche questa volta è lui che avrebbe fatto da intermediario tra gli indagati e il nuovo ad di Fiera Milano per l’incontro. «C'è da capire con Pilello che rapporto hanno» si chiede Nastasi intercettato. Il 29 luglio Nastasi esce dall’incontro con i vertici di Fiera.
Tuttavia l’approdo del nuovo amministratore delegato in Fiera porta cambiamenti in Nolostand con cui Giuseppe Nastasi manteneva rapporti diretti con lo stesso amministratore delegato Marco Serioli. Il rinnovo dei contratti si blocca e marzo 2016 il direttore tecnico di Nolostand, Enrico Mantica, si legge nel decreto di commissariamento «ha ricevuto una lettera anonima di discredito che riguarda Giuseppe Nastasi (…) emerge che nella lettera Nastasi è definito “mafioso”».
Lettera cestinata e fatta passare come minaccia. «Stia sereno» dicono da Nolostand a Nastasi. Siamo a marzo 2016 e con un lavorìo continuo sui vertici di Nolostand Nastasi riuscirà a metà maggio ad avere conferma del contratto per il biennio 2016-2018....”.

Quello che in pochi sanno è che il Sig. Pilello, non nuovo alle cronache, risulta dal 2014 come Presidente del Collegio Sindacale di Area Sud Milano S.r.l.  (Fonte Sito) - la società partecipata (ovvero di cui possediamo delle quote) dal Comune di Pieve Emanuele, che gestisce la raccolta e smaltimento dei rifiuti del nostro Comune e di altri della Provincia di Milano.

In questi anni abbiamo già avuto modo di occuparci del rapporto Comune - Area Sud Milano:
- parlando della discutibile scelta del Sindaco del rappresentante di Pieve Emanuele nel Consiglio di Amministrazione https://goo.gl/f40Nuf;
- segnalando alcune anomalie sugli appalti della società, in relazione a dei possibili conflitti d'interesse https://goo.gl/42qiek;
- proponendo l'istituzione della tariffa puntuale http://goo.gl/DQb5YW;
- portando alla luce le mancate applicazioni delle penali dal comune alla società a seguito dei disservizi creati ai cittadini https://goo.gl/oHqwZ0 -http://goo.gl/HtShvW;
- infine, segnalando puntualmente i problemi di decoro urbano in via ufficiale sulla apposita applicazione messa a disposizione dall'Ente (non su facebook). 

In questo caso abbiamo ritenuto doveroso interrogare il Sindaco per sapere se condivide con noi, e con i tanti cittadini, il nostro stesso imbarazzo nel leggere che una persona che rappresenta una società pubblica, partecipata da Pieve Emanuele, sia definito come "capitale sociale dell'organizzazione criminale"; cosa pensa l’Amministrazione Comunale dei discutibili rapporti descritti nell’articolo soprariportato;
quali sono i criteri che hanno portato alla scelta di questa persona nella Società;
cosa intende fare, apprese queste notizie, l’Amministrazione Comunale;
cosa intende fare, apprese queste notizie, il Rappresentante del Comune di Pieve Emanuele nel CDA di Area Sud Milano S.r.l.;
se non ritiene un atto dovuto le dimissioni del Collegio Sindacale e dell’intero CDA di Area Sud Milano S.r.l..
Il Portavoce
Dr. Mammì Gregorio
Movimento 5 Stelle

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